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L’amore, comunque

“Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto di Heathrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c’è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so nessuna delle persone che stavano per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che – se lo cerchi – l’amore davvero è dappertutto”.
(Love actually – Richard Curtis)

«Ti telefono perché non voglio che ti preoccupi quando sentirai cos’è successo. Un aereo è caduto sulla nostra Torre. Non agitarti, sto bene. Stiamo evacuando l’edificio. Devo andare».
«Ti voglio bene. Non ti preoccupare, stai tranquilla».
«Siamo bloccati. Se non ti rivedo, sappi che ti voglio tanto bene».
«Ti voglio bene. Non so se ne uscirò vivo. Promettimi che sarai di sostegno a tutta la famiglia. Sai cosa tu e la piccola Nicole significate per me. Ti amo».
«Ho il viso ustionato, non mi riconoscerai. Mi ami lo stesso?».
«Sono Melissa. Il pavimento è bollente. Non trovo l’uscita. Sto per morire. Voglio parlare con la mamma».
«Ascoltami, mi devi ascoltare molto attentamente. Sono su un aereo. È stato dirottato. Ti amo tanto. Di’ ai miei figli che li amo tanto».
«I miei unici pensieri sono per Nicholas, Ian e te».
«Sono terrorizzata. Ho bisogno di dirti quanto veramente ti ami».
«So che hai una relazione nuova e non ti importa più nulla di me. Ma nonostante ciò che possa accadere oggi sappi che ti amo».
(queste sono solo alcune delle trascrizioni delle vere telefonate delle vittime dell’11 settembre 2001)