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Come usare bene i social network e diventare un dog sitter di successo

giulia“Non bisogna arrivare primi, bisogna arrivare bravi”. Questa frase del mio amico Simone mi torna spesso in mente, sia che si parli dell’apertura di un nuovo bar sia che si parli di social network. Perché – a meno che tu non sia Steve Jobs – oggi non è così facile inventare qualcosa che non esiste. Però allo stesso tempo non è nemmeno così facile usare bene qualcosa che esiste già. I social, per esempio. Eppure qualcuno ci riesce, e non parlo di qualche social media manager cresciuto a pane e Facebook, ma di una ragazza che a passare le ore davanti a un pc non ci pensa proprio. Le piace stare all’aria aperta, possibilmente in compagnia di cani, meglio se tanti. Fa la dog sitter. Di dog sitter ce ne sono tanti (ne ha scritto anche 24Zampe), arrivare primi in questo campo è impossibile, ma arrivare bravi si può. Un tempo i dog sitter trovavano lavoro affiggendo volantini nelle aree cani. Giulia, invece, ha fatto di Instagram la sua vetrina. Quale miglior social network per “mostrare” il proprio lavoro, se no? Nel regno dei #gattiny e di #instadog Giulia ha trovato il posto giusto per affiggere il suo “volantino social”: ogni giorno fotografa i cani di cui si occupa, tutti educatamente allineati sul prato o sul divano. “Ma come fa?” Si chiede chi segue il suo account e non riesce a far sedere il proprio cane nemmeno corrompendolo con un pezzo di prosciutto.
Nelle sue foto Giulia racconta di come si prende cura dei suoi clienti quadrupedi: ci sono le foto al parco, le foto in casa, le foto durante i trasporti in auto. E poi ci sono le didascalie, divertentissime: a “parlare” sono sempre i cani che la chiamano “zia”, la supplicano di portarli fuori nonostante la pioggia, le domandano quanto manca all’ora della pappa, la implorano di smetterla di fotografarli sempre.
Chi guarda le sue foto e ama il proprio cane non può che pensare: adesso glielo affido anch’io. E cos’è questa, se non la conferma che i social network sono la porta per il successo per chi trova la “chiave” giusta?