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Le canzoni contro la paura di Brunori

Nel 1992 Francesco De Gregori pubblicò un disco con una brutta copertina chiamato “Canzoni d’amore”. Undici tracce complicate e un verso, nell’ultima, che suonava come una presa in giro: “L’avevi creduto davvero che avremmo parlato d’amore?!”
Era il 1992, qualcuno rubava nei supermercati e qualcuno li costruiva rubando, qualcuno a Milano coniava il termine “tangentopoli”, qualcuno a Capaci piazzava una bomba sotto lo svincolo autostradale. No, effettivamente non era il momento di parlare d’amore.

Oggi esce il disco di Brunori Sas, “A casa tutto bene”. In una delle canzoni più belle c’è un verso che dice: “Canzoni che parlano d’amore, perché alla fine dai di che altro vuoi parlare?!”. Eppure, per la prima volta, Brunori fa un disco con pochissime canzoni d’amore. “Scrivere eleganti ballate sentimentali o ironici ritratti popolari, in questo momento storico, mi sembrava troppo comodo e forse poco onesto”, ha spiegato. Il risultato è disco pieno di paure:

  • “La verità è che ti fa paura l’idea di scomparire, l’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire”
  • “Quando ho temuto per la mia vita seduto in un autobus di Milano solo perché un ragazzino arabo si è messo a pregare leggendo il Corano”
  • “Canzoni contro la paura”
  • “C’è gente che ride per l’applauso al pilota, io vedo solamente attaccamento alla vita”
  • “L’amore è un nodo al collo nel buio di una prigione”
  • “E tu mi parli ancora di pensioni e di barconi pieni di africani”
  • “La madonna che s’inchina per paura e per rispetto”
  • “Se c’è una cosa che mi fa spaventare è questo imperativo di rimuovere il dolore”

Eppure, se guardi bene, un disco sulle paure è un disco sull’amore.
Per dirla come l’avrebbe detta De Gregori: “L’avevi creduto davvero che non avremmo parlato d’amore?!”

N.B. L’immagine è tratta dal booklet del disco, in cui si scopre che “Canzone contro la paura” doveva inizialmente chiamarsi “Una canzone per me”.