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“Your Name.” o del perché dovreste cambiare i vostri programmi per la serata

Avete meno di 24 ore per andare al cinema a vedere “Your Name.”, il film d’animazione di Makoto Shinkai rimasto inspiegabilmente fuori dalle nomination all’Oscar 2017. Da domani non sarà più in programmazione nelle sale italiane, e questa notizia dovrebbe trasmettervi quel senso di urgenza che vi spingerà a cambiare i vostri programmi per la serata.
Non sapendo scrivere recensioni cinematografiche e non volendo spoilerare tutta la trama, mi limito qui a dirvi che “Your Name.” è la storia di ognuno di noi, noi “sempre in cerca di qualcosa”. Basta questa frase pronunciata in una delle prime scene dai due protagonisti per convincervi che non siete entrati nella sala sbagliata, che quello che avete davanti non è un cartone animato per bambini e che non uscirete da qui senza prima aver riflettuto a lungo (il film dura 107 minuti) sul senso di incompletezza che vi vive dentro.

A chi lo ha letto, “Your Name.” farà venire in mente “Mancarsi”, di Diego De Silva. “Mancarsi” – che è una bellissima parola dal doppio significato – è la storia di due persone che sarebbero perfette l’una per l’altra, se solo riuscissero a incontrarsi. E invece continuano a mancarsi, appunto, pur frequentando lo stesso bar, ma in orari diversi. Anche quella è la storia di ognuno di noi e di come la nostra storia potrebbe cambiare se solo per una volta arrivassimo in ritardo o in anticipo.

  • Christian Angioletti |

    L’ho visto il giorno d’uscita in Giappone.
    Stasera andrò a rivederlo.
    Alla faccia di chi pensa che l’animazione sia per i bambini.
    Stupendo.

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