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cattura

“Ho la mappa di tutti i tuoi nei”, ma quanto è difficile disegnarla?

“«Prova a descrivermi».
«Dici sul serio?»
«Sì».
Dopo un attimo aggiunse: «Proverei a descrivere una specie di pazienza. Di testardaggine. Proverei a far emergere in qualche modo che non vuoi niente di diverso da… sì, da quello che vuoi. Aspetta un attimo… I tuoi capelli hanno un’insolita sfumatura di bronzo, soprattutto controluce. Il profilo e il collo corto fanno pensare agli antichi romani, sai, quegli imperatori che si credevano padreterni… Aspetta… è come ti muovi, come cammini. E quando ti volti piano verso di me. I tuoi occhi…»
«Uno è grigio e l’altro è azzurro» osservò Jonna.”

Descrivere la persona amata è una delle cose più difficili da fare. Forse addirittura impossibile, almeno per me. Provateci con un amico: descrivetegli la persona di cui vi siete innamorati. Ne verrebbe fuori un ritratto “picassiano” (se mai esistesse questo aggettivo), incompleto, infantile. E non bello. L’amico di certo si chiederebbe com’è che vi siete innamorati di quella persona. “C’innamoriamo di minuzie”, ha ben scritto Diego De Silva. Forse non è del tutto vero, ma è vero che è di minuzie che parliamo per descrivere la persona che amiamo (“Ti amo perché ti gratti il polso in quel modo tutto tuo” è un esempio meraviglioso).

Mi piacerebbe un giorno riuscire a trovare le parole giuste per fare questa descrizione senza risultare banale. Ci riesce bene Mari, una delle due protagoniste di Fair Play, il romanzo con il quale la più grande scrittrice finlandese, Tove Jansson, ha raccontato quarant’anni di lavoro e di vita accanto all’artista Tuulikki Pietilä. Mari e Jonna si abitano accanto. Col tempo hanno imparato l’equilibrio e la giusta distanza per tenere vivo un rapporto, che è essenzialmente nulla. Sono andate a vivere in una casa su una piccola isola davanti al mare aperto dove scrivono, disegnano e creano sculture di legno. Le loro giornate scorrono lente, tra la spiaggia e l’atelier, tra la cucina e la tv su cui guardano (litigando) film western. Si spronano a vicenda nel lavoro, si rimproverano quando ce n’è bisogno, si confortano quando serve. Ognuna conosce alla perfezione pregi e difetti dell’altra e sa indovinarne i pensieri e gli stati d’animo. Per dirla – in maniera perfetta – come la direbbe Lorenzo Jovanotti, “ho la mappa di tutti i tuoi nei, io la potrei disegnare”.

“«Ma cosa avevamo da fare di tanto importante, poi?». «Il lavoro, probabilmente». «E innamorarsi, quello porta via un sacco di tempo»”.  

(Nella foto Tove Jansson e Tuulikki Pietilä, fonte: http://yle.fi)