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hanami

Pronti per l’#hanami?

L’albero più bello del giardino di mia mamma era un ciliegio giapponese. Fioriva ogni primavera e, prima che tu avessi il tempo di invitare gli amici a vederlo, lasciava sul prato un tappeto di petali rosa chiaro e tornava spoglio. T’insegnava a non essere vanitoso.

Quest’anno in Giappone i ciliegi sono in anticipo, l’ho scoperto stamattina sul sito del Sole 24 Ore. E allora mi è tornato in mente quell’albero nel giardino di mia mamma e un bel libro che mi ha fatto compagnia mentre pianificavo un viaggio in Giappone che poi non ho più fatto.

“È allora che, a cavallo del vento d’aprile, arrivano i fiori di ciliegio. Le feste dei fiori di ciliegio, chiamate hanami, rappresentano un’occasione per guardarsi indietro e guardare avanti, dimenticare i propri dolori o festeggiare un altro anno fortunato. Si brinda ai colleghi, agli amici assenti, ai parenti lontani e ai sakura stessi. Poi, alla stessa velocità con la quale sono arrivati, i fiori di ciliegio si disperdono. Si dice che, durante la loro breve esplosione, i fiori di ciliegio rappresentino l’estetica della bellezza commovente e fugace: effimeri e delicati nel loro passaggio. È tutto molto rapido e meraviglioso. Oltre ai soliti parchi pubblici e ai giardini dei castelli, a volte si scelgono i cimiteri come luoghi di raduno per le feste dei fiori di ciliegio, come contrasto ai festeggiamenti e come monito del fatto che quella bellezza, quella gioia, passeranno come tutte le cose”. (Autostop con Buddha, Will Ferguson)