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Che ci fa “il miglior cronista d’America” sulle spille di Paola Brunello?

“Nel settembre 1887 una giovane donna fu portata davanti al tribunale di primo grado di Essex Market, a New York. Disse di chiamarsi Brown, nome di cui non si poteva esser certi, perché, stando alla testimonianza della signora Irene Stanard, la povera ragazza era piuttosto svitata. Si comportava in modo così strano che alcuni degli altri residenti della sua pensione erano convinti che li avrebbe uccisi nel loro letto. E la ragazza continuò a guardare fisso nel vuoto e a mormorare qualcosa su un baule scomparso. Il giudice ascoltò e giunse alla conclusione di non avere altra scelta che farla ricoverare al Bellevue Hospital e, da lì, quasi certamente a Blackwell’s Island, il manicomio della città”. Quella ragazza in verità non si chiamava Brown e non era matta. Si chiamava Nellie Bly ed era “il miglior cronista d’America”.

La sua storia è raccontata da David Randall nel libro “Tredici giornalisti quasi perfetti”: una storia di passione e di coraggio, di “una curiosità incorreggibile e una fede incrollabile nel potere del giornalismo”.

A Blackwell’s Island Nellie Bly aveva deciso di andare fingendosi matta per poter raccontare la condizione in cui 1.600 donne erano tenute sull’isola. Il suo reportage fu pubblicato sul “New York World” con il titolo “Ten days  in a madhouse”.Quello non fu il primo né l’ultimo articolo con cui Nellie Bly inaugurò una nuova forma di giornalismo, il “giornalismo acrobatico”: aveva scritto otto puntate sulla condizione delle giovani operaie di Pittsburgh, aveva  raccontato la condizione degli emigranti viaggiando dall’Europa all’America in terza classe, aveva finto sintomi di una malattia davanti a sette famosi medici newyorkesi ricavandone sette diverse diagnosi, aveva denunciato un ipnotizzatore, passato una notte in una fumeria d’oppio, raccontato la vita in un corpo di ballo, intervistato le mogli dei candidati alle presidenziali del 1888. E aveva deciso di fare il giro del mondo in meno degli  80 giorni impiegati da Phileas Fogg, protagonista del romanzo di Jules Verne, e di raccontarlo.

Ce ne mise 72. Era il 1889.

Al suo ritorno era diventata “il reporter più conosciuto d’America”: l’aspettavano salve di cannone, spettacoli di fuochi d’artificio, una sfilata per Broadway, una canzone scritta in suo onore, una bambola con le sue fattezze e un gioco da tavola basato sulla sua avventura e chiamato “Around the world with Nellie Bly”.

A Nellie Bly, al suo coraggio e alla sua intraprendenza si è ispirata la designer Paola Brunello, che in collaborazione con l’illustratrice Dora Creminati ha creato “Nellie around the world”, una collezione di spille dedicate a quella che Arthur Brisbane, direttore del Journal, definì “il miglior cronista d’America”.
“Volevo creare un monile che avesse una bella storia da raccontare – spiega Paola, ex scenografa e costumista per il teatro -, così ho iniziato a fare ricerche e mi sono imbattuta nella storia di Nellie: era una donna, amava viaggiare, nel mondo del giornalismo aveva fatto grandi cose prima di altri: era il personaggio che cercavo”. La sua amica Dora le ha disegnato la faccia di Nellie, lei progettato le dodici spille di resina da cui è composta la collezione: “Ho immaginato che Nellie viaggiasse in queste dodici città, che si immergesse nello stile e nei colori di quei luoghi”. Le spille di Paola hanno avuto un grande successo: è nata poi la collezioni Nellie on Holiday, con altri sei monili ispirati a sei isole, e anche una speciale collezione per il FuoriSalone di Milano.

Nel suo atelier “Rossocuore“, a Fano, Paola non si ferma un attimo: ci sono spille da assemblare, ordini da gestire, pacchi da spedire. “Faccio tutto da sola – racconta – compresa la promozione sui social network, che sto imparando a usare. Lavoro molto e viaggio poco, ma sono felice di sapere che le mie spille stiano viaggiando al posto mio”. Ogni spilla – totalmente made in Italy, visto che i pezzi di resina sono realizzati da un’azienda di Parma e il retro in ottone da una di Macerata – viene confezionata con la mappa della metropolitana della città a cui si riferisce. Il prossimo viaggio di Nellie e Paola avrà come destinazione Parigi, dove a settembre sarà presentata la nuova collezione.