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“Tornare (al MI AMI) è un’abitudine”

Ho un libro nella mia testa e prima o poi lo scriverò. Per adesso prendo appunti mentali e ogni tanto li ripenso per non dimenticarmeli. In uno di questi c’è il Magnolia. E’ un posto a cui voglio bene, un posto buio abbastanza per poterci piangere dentro senza essere visto da nessuno. A me è successo una notte che c’ero andata da sola per ascoltare Vasco Brondi: a casa, a notte fonda, davanti allo specchio mi accorsi che avevo gli occhi neri per il trucco sbavato dalle lacrime da chissà quante ore. E’ uno dei problemi dell’andare ai concerti da sola: che nessuno ti dice che ti cola il rimmel. Un giorno forse scriverò un libro anche su questo. Lo chiamerò “12 motivi per cui è meglio che ai concerti non ci andiate da soli”. Al punto 7 ci metterò questa cosa del trucco e al punto 12 spiegherò che andare ai concerti da soli è triste, in particolare se i concerti sono quelli del MI AMI. Il MI AMI è il “festival della musica bella e dei baci”: sta scritto sul manifesto da anni e in effetti credo ce lo abbiano scritto come un avvertimento: “Non venite da soli, che è peggio per voi: è pieno di gente che balla e si bacia e se poi a voi vi viene da piangere non dite che non vi avevamo avvisato”.

“Tornare è un’abitudine”: tornare al MI AMI, tornarci quest’anno che c’è Carmen Consoli, per esempio, che ha fatto una decina di dischi ma che per me resta sempre quella che “tu sei quello che non c’è quando io piango”. O forse c’eri, chi lo sa, ma il Magnolia era un posto troppo buio per vedermi.

La 13esima edizione del MI AMI inizia giovedì 25 e finisce sabato 27.  Ci sono un sacco di cantanti interessanti da ascoltare, tra un bacio e l’altro. Qui trovate il programma completo.