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Essere Mirka Vavrinec

Qualche tempo fa qualcuno aveva scritto che Jovanotti aveva inguaiato tutti gli uomini con la sua “A te” dedicata a sua moglie Francesca. Perché, diceva l’articolo, da quel momento in poi tutte le donne del mondo si sarebbero lamentate con il proprio partner di non essere abbastanza amate, di non essere “sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei”. Da quasi dieci anni, in effetti, l’amore si misura in numero di volte in cui qualcuno t’ha trovata all’angolo coi pugni chiusi e ti ha raccolto come un gatto. Sono finiti i tempi in cui il più bel complimento era “sei bellissima” (che poi non era nemmeno sincero visto che la Bertè stessa ammetteva “lo obbligavo a dirmi sempre…”): dal 2008 in poi noi c’innamoriamo di chi ci dice “sei una roccia, sei una pianta, sei un urgano”.

Mentre ieri Federer vinceva il suo ottavo Wimbledon senza sudare e ogni tanto la regia inglese inquadrava Mirka Vavrinec nel suo abito di pizzo bianco, a me è venuto da pensare che per i prossimi dieci anni, quando vi urleremo contro che ci trascurate, che non ci capite, che non ci amate abbastanza, voi dovrete prendervela con Roger.

Roger Federer è indubbiamente un bel ragazzo, e lo è ancora di più perché non è più un ragazzo.
Roger Federer è elegante (a parte un periodo in cui vestiva con una discutibile divisa bianca e oro), educato, vincente, ricco.
Roger Federer è un grande mistero, e non per il suo rovescio lungolinea. Quello che la gente si chiede è: perché un uomo che potrebbe avere qualsiasi donna ha scelto Mirka?

Perché, ha spiegato lui durante una conferenza stampa, “Senza di lei non potrei fare niente. Se mi dicesse ‘non posso viaggiare più’, direi ‘ok, la mia carriera finisce qui’. Semplice. Lei è la chiave di tante cose. E’ la migliore, è stata un supporto incredibile in tutti questi anni. Sono contento che mi permetta di inseguire quelli che sono i nostri sogni. Uso il plurale perché anche se lei si impegna in un altro versante, l’impegno e la dedizione che mette per fare in modo che io possa perseguire certi traguardi è uguale a quello che metto io”.

Da oggi in poi, ogni volta che metteremo il muso sarà perché non ci sentiremo amate con Mirka Vavrinec.

(Il titolo di questo post è liberamente ispirato al titolo di un articolo di Alessandro Baricco: “Essere Roger Federer”. Se volete saperne di più sulla storia d’amore tra Roger e Mirka vi consiglio di leggere qui).