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Nascere nell’agosto del 1980

Io m’immagino mia madre, quel 2 agosto dell’80, con una pancia enorme e il sudore sulla fronte. Me la immagino giovane come non l’ho mai vista e già un pochino infelice. La Storia succede mentre la gente è intenta a vivere le proprie, di storie. E allora penso che forse quella mattina mia madre, seduta da qualche parte a gambe aperte davanti alla tv, fosse più preoccupata per il parto imminente che per le immagini della stazione di Bologna trasmesse dal telegiornale. Funziona sempre così: che i nostri piccoli problemi ci sembrano molto più gravi di quelli che accadono agli altri, a qualche centinaio di chilometri di distanza. Aveva 24 anni e stava per partorire la prima di tre figlie, per questo non mi sento ti rimproverarla se quel sabato mattina mia madre, più che della bomba esplosa nella sala d’aspetto di una città lontana, fosse preoccupata degli sconosciuti dolori del parto.
Io però ogni anno ci penso, a quella ragazza che sta per diventare madre in un’Italia dove qualcuno lascia valigie cariche di esplosivo nelle stazioni.
Ci vuole molto coraggio – e anche molta incoscienza – a mettere al mondo un figlio.

“Ho perso un altro treno qui a Bologna: l’orario non funziona più; fa le 10 e 25, son trent’anni che non va, e chi l’ha rotto non si sa o non ce lo voglion dir” (Oblivion, La stazione di Bologna).

  • Patrizia |

    02 agosto 1980 in sala d’attesa , stava nascendo il mio primo nipote….che gioia! Mentre passavano le immagini strazianti della stazione di Bologna a me molto familiare. Ogni anno le sensazioni ritornano.
    Patrizia

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