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Foto copiata dal sito di Radio Deejay

“Andare a chiedere favori alle stelle cadenti non è tanto di cattivo gusto quanto arrogante”

Il Nobel a Bob Dylan ha messo fine al lungo dibattito su canzoni e letteratura: sì, i cantautori sono i nuovi poeti. E allora, se per decenni a San Lorenzo a tutti è venuto in mente citare Giovanni Pascoli (“San Lorenzo, io lo so perché tanto  di stelle per l’aria tranquilla arde e cade…”), adesso finalmente possiamo sentirci intellettuali anche citando Niccolò Contessa.

“L’energia e la massa
che in realtà sono la stessa cosa
curvano lo spazio
e conseguentemente
anche la luce giunge fino a noi
distorta nella forma e nel colore
dopo avere attraversato per millenni le galassie.

Ma per una notte
ogni 10 agosto
noi lanciamo ogni sorta di richieste
a dei meteoriti ignari
e scrutiamo il cielo
concentrandoci sui fatti nostri
invece di pensare
a quanto poco siamo rilevanti.

Tutto l’universo nasce e muore
di continuo e se ne frega
dei progetti e degli amori e dei miei fallimenti
quindi andare a chiedere favori
alle stelle cadenti
non è tanto di cattivo gusto
quanto arrogante.

Ogni po’ di anni
ovvero circa 12 miliardi
una stella implode
trasformandosi in un buco nero
che risucchia via qualunque cosa
sia nell’orizzonte
fino a quando l’entropia
non prenderà il sopravvento.

Tutto l’universo nasce e muore
di continuo e se ne frega
dei progetti e degli amori e dei miei fallimenti
quindi andare a chiedere favori
alle stelle cadenti
non è tanto di cattivo gusto
quanto arrogante.

Tutto l’universo nasce e muore
di continuo e sputa in faccia
alla mia meschinità e all’individualismo
quindi andare a chiedere favori
alle stelle cadenti
non è tanto di cattivo gusto
quanto arrogante,
quindi andare a chiedere favori
alle stelle cadenti
non è tanto di cattivo gusto
quanto arrogante”.