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Mia sorella e gli altri domatori di lettere

Da piccola mia sorella aveva un libro strano. Se penso alle “sudate carte” di Giacomo Leopardi, a me viene in mente mia sorella bambina con la testa china su quel libro e la faccia di mia madre persa nella disperazione di una figlia che non riesce a leggere: una specie di maledizione, per lei.

Entrare nella testa di un dislessico è impossibile: io me l’immaginavo come un posto in cui le lettere non stavano mai ferme, si invertivano e si capovolgevano, sfuggivano alla bocca e alla lingua che cercavano di prenderle e sputarle fuori. “L’amico delle parole”, si chiamava quel libro che mia sorella usava per cercare faticosamente di imparare a domare quelle lettere impazzite.

L’ho sempre vista così: come un domatore. Non una che passeggia in un giardino di cani educati, ma una che entra ogni giorno in una gabbia di belve selvatiche.

Ho ritrovato questa visione nel nuovo libro di Erri De Luca illustrato da Alessandro Mendini (e Pietro Farina), “Diavoli custodi”, edito da Feltrinelli.

“Un bambino dislessico disegna minuziosamente pagine di mostri. Metterli in una forma li riduce d’immensità, d’intensità e di angoscia. Il foglio coi suoi bordi li imprigiona. Più nitidi sono, più stanno domati. Il bambino dislessico è un domatore, scende in ogni ora dentro la gabbia delle belve. Fuori dall’arena e dalle alte inferriate stanno al sicuro i suoi coetanei, che a scuola vanno per gioco diligente, senza rischio di vita”. 

  • Gabriella Schiavone |

    Bello leggere la dislessia vista dagli occhi di una sorella!

    La forza della scrittura riesce a dare riscatto anche alle storie più difficili.

    Per tutti quelli che vogliono provarci ecco il link al Bando del Premio Letterario “Una città che scrive”:

    https://www.unacittachescrive.com/bandi-premio-aperti/

    Possono partecipare i ragazzi #DSA e #BES {che possono scrivere anche per tutte le altre categorie del premio} ma anche genitori e familiari, insegnanti e amici.

    Basta inviare una poesia o un racconto breve che parli del tema dei disturbi dell’apprendimento o dei bisogni educativi speciali {Sezione Speciale F}.

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