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La nascita di una casa editrice assomiglia alla nascita di un bambino (e altre cose su @edblackcoffee)

Avevamo scelto Ostana per un paio di motivi logistici e per un motivo strategico: ci serviva un posto in cui R. potesse divertirsi, per fargli avere di me una buona prima impressione. Io di bambini non me ne intendo, non ne ho ma lo sono stata, così avevo cercato di ricordarmi cosa mi piaceva a quell’età. E’ stato per questo motivo che siamo finiti al rifugio Galaberna: per il suo parco avventura. Ho di quei giorni il ricordo della paura (mia: di come interagire per la prima volta con un bambino; di R: di cadere da quel ponte tibetano sospeso nel bosco) e della gioia (mia: di essere riuscita in un weekend a trovare un linguaggio comune; di R: di essere riuscito a completare il percorso del parco avventura superando tante difficoltà). Per questo voglio molto bene a Ostana. In quel rifugio è “nata” la mia famiglia, e non solo la mia: nel gennaio del 2016 i due gestori, Josè e Silvia, hanno avuto il piccolo Pablo, il primo bambino nato a Ostana dopo 28 anni. Ne hanno scritto i giornali, perché con la crisi demografica e lo spopolamento dei piccoli borghi, da quelle parti la nascita di un bimbo è un evento.

Ci ho ripensato qualche settimana fa, perché secondo me ormai anche la nascita delle case editrici è un evento raro. Sara Reggiani e Leonardo Taiuti sono un po’ come Josè e Silvia: hanno dato alla luce Edizioni Black Coffee invertendo la tendenza secondo cui le case editrici sono destinate a chiudere; così come i due gestori del rifugio avevano fatto nascere un bambino in un paese destinato a restare vuoto.

Sarà che anche Sara e Leonardo sono una coppia, oltre che colleghi, ma insomma secondo me la nascita del loro progetto fa venire voglia di stappare una bottiglia. “Abbiamo passato momenti difficili – racconta Sara – e a un certo punto, all’inizio del 2017, abbiamo deciso di reagire. E’ stato come un urlo, come un’esigenza irrefrenabile, come una reazione violenta a tutti i problemi che avevamo affrontato: così, perché la vita è più forte di tutto, abbiamo deciso al volo di sposarci e di aprire una nostra casa editrice”. L’esperienza c’era – entrambi sono traduttori letterari ed editor – , l’intraprendenza anche: “Sappiamo che è una follia, scommettere su una causa persa è il massimo dell’idiozia ma anche del coraggio”.

Edizioni Black Coffee è nata così e piano piano sta crescendo: “Ma il nostro è un progetto umile – si affretta a sottolineare Sara – vogliamo restare piccoli per scelta, editiamo cinque libri all’anno per curarli al massimo”. L’obiettivo è portare in Italia nuovi autori emergenti nordamericani, scrittori (e soprattutto) scrittrici che raccontino il mondo dei giovani tra i 20 e i 45 anni. “Questi lettori – spiega Sara – cercano in particolare libri sull’identità, libri che li aiutino a capire chi sono, cosa possono dare nella vita, come trovare il proprio posto nel mondo”. Per raggiungere l’obiettivo Sara e Leonardo hanno contatti diretti con agenti e case editrici indipendenti americane. “Ti fanno leggere un libro – racconta Sara -, e in genere io capisco dalle prime 50 pagine se può funzionare o meno. Se sì, a quel punto cerchiamo di prenderne i diritti. E’ un gioco d’azzardo, perché c’è la concorrenza. Quando vinciamo, è un brivido”. Dall'”acquisto” del libro alla sua pubblicazione in Italia passa circa un anno, poco più dei nove mesi che servono per far nascere un bambino. “Per noi questi libri sono come figli: li scegliamo, li traduciamo, e alla fine li diamo al mondo”. E il mondo per ora apprezza: “Stiamo ricevendo decine di messaggi, ci piace il rapporto diretto che si sta instaurando con i lettori: è proprio quello che cercavo”.

Sara e Leonardo si sono conosciuti lavorando come traduttori in una casa editrice. Hanno diviso la scrivania per anni prima di decidere di dividere anche tutto il resto. “Siamo diversissimi – racconta Sara -, ma dopo tanto tempo ho capito che cercare una persona simile a me non funzionava. Con Leonardo ho scelto di dare una chance a uno che non avrei mai frequentato”. Faccio altre domande, cerco di capire ma a un certo punto Sara dice un cosa che mi spiazza e che mette a tacere ogni mia curiosità: “Le coppie sono un microcosmo, un mondo chiuso. Nessuno, a parte le due persone che le compongono, può mai capire esattamente cosa c’è lì dentro”.

Finora Edizioni Black Coffee ha pubblicato quattro bei libri:
Lions, di Bonnie Nadzam
Il corpo che vuoi, di Alexandra Kleeman
Happy Hour, di Mary Miller
Il medico della nave / 8, di Amy Fusselman.

  • chris |

    Grazie della risposta. Ho chiesto quello perché i miei genitori erano di Ostana e che ho passato le ferie scolastiche da 4 anni a 17 anni a Ostana. Ho ancora un po di famiglia a Ostana.
    Cordiali saluti

  • Francesca Milano |

    perché ci sono stata e ho conosciuto i due genitori

  • Chris |

    Si ho capito quello, ma come mai avete scelto la nascita di un bambino proprio in quello paese: Ostana ?

  • Francesca Milano |

    nascita di un bambino/nascita di una casa editrice.

  • Chris |

    Non vedo la relazione con il paese di Ostana ? Qualcuno puo spiegarmi ?

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