Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
cattura

Tommaso Paradiso tra Vasco e il dottor House

Sull’ultimo numero di Rolling Stone c’è un’intervista in cui Tommaso Paradiso dice: “Sono arrivato al punto di dire che Vasco non lo voglio incontrare. E’ bello così, che rimanga solo nel mio immaginario di cose stupende”. Ora, chi lo conosce un pochino sa una cosa: Tommaso ha una immagine di Vasco come sua foto su Whatsapp. Lo svelo perché forse così si capisce di più la forza che ha quella sua risposta a Giovanni Robertini su Rolling Stone.

Il numero del mensile è uscito da alcune settimane ma il nuovo disco dei Thegiornalisti è uscito solo tre giorni fa, e dentro ci trovate una bellissima canzone dedicata al Dr House, quello della serie tv, quello col bastone e gli occhi liquidi di Hugh Laurie. Se fossi un critico musicale qui vi direi che Tommaso Paradiso dà il meglio di se in testi come questo, che è riduttivo pensare a lui come a quello di Riccione e Pamplona, che se c’è uno che oggi sa scrivere canzoni pop è lui, che quando si mette a nudo è più bello (no, non dico letteralmente). Ma siccome non sono un critico musicale, lascio perdere e vi consiglio solo di ascoltare.

Se l’ascoltate, poi vi viene automatico chiedervi perché in quell’elenco che Tommaso fa quando canta “forse cerco solo un padre e l’ho trovato in te, in Fantozzi, in Bud Spencer, in Terence Hill, in Verdone, in De Sica, in Leone,  in Morricone e Tarantino,  in Totò e Peppino” non ci sia Vasco Rossi.

La risposta forse sta in quelle pagine di Rolling Stone: ci sono i padri e ci sono i miti, ed è bene che queste figure non si sovrappongano. E’ bene che, nell’immaginario di Tommaso, Vasco abbia ancora trent’anni, la bandana sulla fronte e una giacca di jeans con dei ricami colorati. Il ruolo dei mito è quello di restare tale.

Quello dei padri, invece, è quello di essere messi in discussione. “Devo dirti ‘no’ e tu andarmi contro”, cantava qualche anno fa Roberto Vecchioni che per anni è stato l’oggetto dei miei desideri di figlia. Vecchioni è stato per me quello che per Tommaso Paradiso sono stati Bud Spencer, Terence Hill, Verdone, De Sica, Leone, Morricone, Tarantino, Totò, Peppino e il dottor Gregory House.

Ma chi è il mio Vasco Rossi? Ho provato a fare un elenco, non ci sono riuscita. E mi è tornata in mente un’altra frase dell’intervista a Rolling Stone: “Ho imparato questa cosa qua: non bisogna andare a rompere il cazzo ai propri miti”. E allora mi sono chiesta: a chi non vorrei andare a rompere il cazzo? Che poi in verità la domanda sarebbe: Da chi non voglio rischiare di restare delusa? La risposta, alla fine, l’ho trovata dentro una canzone.