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I dolori del giovane Walter

“Che ti facessi una fotografia con me, che poi la conservo
Che mi mettessi in guardia da qualcosa
Che mi chiedessi se ho la febbre
Che mi guardassi la pagella
Che mi telefonassi da lontano
Che mi insegnassi a vincere e a perdere
Che mi portassi con te al lavoro
Che consigliassi Martina e Vittoria
Che mi facessi sedere vicino a te allo stadio
Che ti vedessi dare un bacio di nascosto alla mamma
Che avessi bisogno di me
Che venissi a parlare con i miei insegnanti
Che mi chiedessi un’opinione
Che mi insegnassi a guidare
Che mi tenessi il muso
Che ti vedessi invecchiare
Che mi suggerissi un libro
Che il sabato venissi a prendermi a scuola col pacchetto delle paste
Che facessimo un viaggio insieme in un posto che ti era tanto piaciuto
Che mi strizzassi l’occhio per una ragazza carina
Che ti commuovessi per i miei successi
Che mi consigliassi una cravatta
Che ti potessi salutare l’ultima volta
Che cantassimo insieme in macchina
Che mi tenessi in braccio
Che fossi il primo a portarmi in aereo
Che insistessi che mi dovevo laureare
Che mi dicessi se Flavia ti piaceva
Che mi facessi fare qualcosa di spericolato
Che io potessi pensare al regalo migliore per te
Che mi preoccupassi per te
Che mi accompagnassi al cinema
Che mi portassi a cena con i tuoi amici
Che mi facessi capire che ero diventato grande
Che guardassimo insieme le poche volte che a Roma nevica
Che ti aspettassi quando tornavi da un viaggio
Che non fossi sempre solo a dover decidere
Che festeggiassimo un tuo compleanno
Che giocassi con me a carte in una sera di noia
Che ti potessi chiedere del tuo passato
Che ci abbracciassimo per i campionati del mondo
Che mi facessi essere geloso del tuo amore per Valerio
Che mi dicessi di andarti a comprare qualcosa
Che mi chiedessi di spiegarti come funziona un cellulare
Che mi abbracciassi perché tu o io ne avevamo bisogno
Che venissi a pranzo con mamma la domenica
Che mi mandassi a letto senza cena
Che mi raccontassi qualche storia per addormentarmi
Che un giorno mi dicessi di andare insieme al parco dei Daini
Che mi facessi una sorpresa
Che mi dicessi se ti piaceva la mia casa
Che mi dessi un tuo maglione che non ti stava più
Che ti trovassi, senza saperlo, in occasione di un discorso in una piazza affollata
Che mi cercassi se tornavo tardi
Che ti venissero i capelli bianchi
Che tu avessi bisogno di me
Che mi confessassi un tuo errore
Che stessimo sotto l’ombrellone insieme, mentre piove tanto
Che mi insegnassi come si allacciano le scarpe
Che mi facessi un discorso da uomo a uomo
Che mi tenessi per mano
Che mi sentissi ripetere Storia
Che venissi in Campidoglio a vedere il balconcino e capissi che sei orgoglioso di me
Che litigassimo per Roma e Juve
Che stessimo insieme, in silenzio
Che tu, vecchio, domandassi a me cosa sta succedendo
Che io ti chieda, una volta, se posso venirci anche io, dove vai tu”

(Ciao – Walter Veltroni)