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Tu da che parte (del muro) stai?

Di mattoni, in filo spinato, di cemento armato o anche solo virtuali, i muri continuano – inspiegabilmente – a essere costruiti in tutte le parti del mondo. E proprio mentre la Catalogna approva mozioni per l’avvio del processo verso l’indipendenza e la Slovenia piazza filo spinato al confine con la Croazia per impedire l’ingresso nel proprio suolo ai migranti, io ho scoperto che una delle mie canzoni preferite è stata scritta a Berlino, davanti al muro che separava “i russi, i russi, gli americani”.

«Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al check point Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Chiesi al tassista di aspettare qualche minuto. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi. Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. In quei giorni a Berlino c’era un concerto dei Genesis, che erano un mio mito. Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch’io ero un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz’ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi. In quella mezz’ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura». (Lucio Dalla)