Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

E allora muoviti muoviti*

Tutto è nato dal pensiero mattutino sorto cercando di spegnere la sveglia sul cellulare, che mi segnalava – oltre a 21 mail da leggere e nessun messaggio Whatsapp – che oggi è venerdì. Tra una settimana esatta, ho pensato, andrò al concerto di Jovanotti. Ne ho visti già molti, in varie città e in diverse situazioni. Uno persino da sola. Era l’anno di Capo Horn, si parlava di viaggi e anch’io ero a mio modo in viaggio. Una delle mie canzoni preferite di quel disco dice: “Per evitare guai muoversi in fretta, non farsi mai fotografare fissi ma sempre un poco mossi”.
Ho ritrovato questo concetto in un libro:
“Trarrò qui alcune conclusioni dai miei viaggi e traslochi dandone per certa una e basta: ‘Cercate di portare soltanto il bagaglio a mano’. Per arrivarci occorre progressivamente abbandonare una serie di convinzioni come fossero indumenti superflui. Prima ancora bisogna mettersi in moto, giacché l’obiezione principale sarebbe: né valigia di massima portata né zainetto, resto a casa. Dove trovare la motivazione? A me è capitato a Kigali, capitale del Ruanda, una sera lontana e inevitabilmente calda. Ero appena arrivato per cercare di intervistare un vescovo incarcerato e messo sotto processo con l’accusa di strage. Era sabato, l’hotel Mille Colline era infestato da zanzare e prostitute, e io uscii per fare qualche passo, dopo aver lasciato in cassaforte orologio, portafogli e passaporto. La prima cosa che notai fu che tutti andavano di gran carriera, soli o in gruppo, come fossero in ritardo per un appuntamento, un treno, il cielo. Dove andassero, non mi era chiaro: non c’erano insegne di bar o locali, né fermate d’autobus. Dopo aver osservato a lungo il fenomeno, riuscii a intercettare un ragazzo che parlava inglese e gli chiesi spiegazioni. Spalancò gli occhi iniettati di malaria e mi disse: ‘Sir, i bersagli mobili sono più difficili da colpire’. La guerra civile, i cecchini gli avevano insegnato qualcosa che si può applicare anche a circostanze meno drammatiche: se ti sposti sarai più difficile da abbattere. Se resti nella stessa casella, stesso quartiere, lavoro, gruppo familiare, quel gran tiratore che è il destino avrà più agio nel prendere la mira”.
(Solo bagaglio a mano – Gabriele Romagnoli)

(* Muoviti muoviti – Lorenzo Jovanotti)