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La volta che ho catturato Babbo Natale e altre sciocchezze

racconti_natale_notte2Capirete anche voi che, se una volta vi è capitato di catturare Babbo Natale, nessun altro Natale potrà mai reggere il confronto.
Ed è forse per questo che, smascherato il vecchio barbuto – che poi vecchio non era e nemmeno barbuto – non solo si smette di credere in Babbo Natale, ma si smette di credere alla magia Natale. Forse è stata solo una coincidenza, fatto sta che dalla notte in cui io e i miei cugini organizzammo la trappola per catturare Babbo Natale tutto ha iniziato a precipitare nella nostra famiglia, anno dopo anno, ma molto velocemente.
Avevamo preso una lenza di nylon bella spessa ma allo stesso tempo invisibile, e l’avevamo legata al due lati del vialetto: da lì passava, ogni anno, un vecchio barbuto con un sacco pieno di regali. Dubbi sul fatto che non esistesse noi non ne avevamo: ogni 24 dicembre, puntuale, quell’anziano vestito di rosso percorreva scampanellando il viale di casa dei nonni. Ma che esistesse non ci bastava: noi volevamo conoscerlo. In particolare, mio cugino piccolo desiderava un suo autografo. La trappola fu architettata per questo: per poterlo fermare, dirgli grazie e farci firmare un autografo.
Quando lo catturammo – perché lo catturammo – mio cugino scoprì che Babbo Natale aveva una pessima calligrafia e io scoprì che Babbo Natale assomigliava terribilmente a un nostro lontano parente. Tornammo a casa mentre mia nonna ci urlava che eravamo usciti senza giacca (questo non lo ricordo ma, ricordando com’era mia nonna, ho la certezza matematica che abbia gridato qualcosa del genere) e, una volta dentro, io diventai grande.
Da allora, per anni, ho retto il gioco di quel lontano parente che ha continuato a scampanellare nel viale. Mio cugino, la cui fede era stata rinsaldata da quella firma sgangherata che diceva “Babbo Natale”, ci ha creduto ancora per molto, e con lui gli altri più piccoli. Avrei dato tutti i miei regali passati e futuri per poterci credere ancora un pochino anche io; invece ero stata io a organizzare la trappola e nella trappola ci era finita la mia infanzia.

“Non vi è nulla di più triste che svegliarsi la mattina di Natale e scoprire di non essere un bambino” (Erma Bombeck)

(Foto: www.focusjunior.it)