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Se un giorno un’altra vita arriverà mi sono già promessa di non viverla in città*

Sul sito del Financial Times c’è un interessante articolo (interattivo) che mette a confronto la vita dei pendolari di otto città del mondo (c’è anche Roma, ma non vi anticipo niente). Tutto ruota attorno al rapporto tra costi e benefici: conviene vivere fuori dal centro delle città risparmiando sulla casa ma spendendo cifre più alte per i trasporti, o viceversa? Nel bilancio finale conta – ovviamente – anche la qualità della vita, che è un parametro molto personale e quindi difficilmente quantificabile in una infografica interattiva.
Tralasciando il confronto con l’estero, in Italia il dibattito è aperto da tempo: meglio passare un’ora imbottigliati in tangenziale per arrivare in ufficio, ma abitare in un posto tranquillo dove le case sono più economiche, oppure meglio vivere in un bilocale carissimo ma a poche fermate di metropolitana dal posto di lavoro? Una risposta giusta non c’è, tanto è vero che in questa stanza, in questo preciso momento, siedono accanto a me colleghi che hanno fatto scelte diversissime: uno abita a 500 metri dalla redazione e viene al lavoro a piedi, un altro abita in un’altra provincia e ogni giorno spera di non imbattersi in una coda, un altro ancora ha scelto una villetta in periferia.
La verità vera – l’ho capito adesso – è che non solo non esiste una risposta giusta, ma che la risposta cambia nel corso della vita.
Io, che vengo dalla provincia e come dico sempre “sono una ragazza di campagna”, per tutta la vita ho desiderato trasferirmi in città. E quando sono arrivata a Milano il traffico mi entusiasmava, la metropolitana mi elettrizzava, i monolocali mi sembravano persino grandi: ho una città attorno, passerò più tempo fuori che in casa, mi dicevo. Poi però qualcosa è cambiato, non so dire esattamente quando né perché. E – insomma – adesso l’idea di “pendolare” inizia a farsi spazio nei miei pensieri. Allora – come faccio sempre, su qualsiasi aspetto della mia vita – ho iniziato a stilare una lista dei pro e dei contro. E’ provvisoria e incompleta, ma eccola qua:

VIVERE FUORI CITTA’
Pro: potrei vivere in una casa più grande; magari potrei addirittura avere un giardino; risparmierei sulla spesa che a Milano è carissima; non troverei tutto quel nero sui dischetti struccanti con cui mi pulisco la pelle; dormirei meglio senza il rumore del traffico costante sotto casa.
Contro: dormirei meno perché dovrei spendere ore in auto; dovrei comprare una macchina; non potrei far colazione da Pavè ogni volta che ne ho voglia; non potrei ordinare la spesa su Amazon; non potrei decidere che se adesso spengo il computer ed esco dalla redazione arrivo in metropolitana al cinema in tempo per l’ultimo spettacolo.

(*Arisa – Guardando il cielo)