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La valigia di cartone e altri stereotipi che hanno francamente rotto

ritornatiUna volta c’erano il sole, il mare, le luci del golfo, gli occhi scuri di lei, i capelli al vento (sempre di lei). Adesso invece nelle canzoni dei cantanti napoletani c’è solo una cosa: la paura di finire a lavorare su al Nord. Non è un caso che nella stessa edizione di Sanremo i due giovani rapper campani abbiano presentato due brani in cui si dice, più o meno, la stessa cosa:
E preghiamo ogni giorno sperando che per lavorare non amma ji o’ Nord…” (Rocco Hunt, Wake up)
“E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà…” (Clementino, Quando sono lontano)

Nel 2016, francamente, a me sembra uno stereotipo un pochino superato quello dell’emigrante con la valigia di cartone e la moka dentro.
Ho un ricordo datato 1999: tornavo all’università dopo qualche giorno di vacanza al Sud. Non c’era spazio per la mia valigia nello scompartimento perché il mio vicino di posto l’aveva occupato tutto con delle grandi taniche bianche: “Mi porto l’acqua di Napoli a Milano – spiegò per giustificarsi – perché se no il caffè non lo riesco a bere”. Ora: io il caffè non lo bevo, ma mi sono sempre chiesta se quel signore non stesse forse esagerando. E oggi mi chiedo se pure Rocco Hunt e Clementino non stiano esagerando con tutta questa retorica della nostalgia di casa.

  • antonio negro |

    La valigia di cartone fa parte della storia d’Italia!

  • LUCATRAMIL |

    Perfettamente d’accordo.
    Il Sud sta cambiando grazie ai meridionali che hanno sposato i principi del Nord ed hanno capito che è meglio guardare il sole ed il mare senza pagare il pizzo a nessuno.

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