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Casa è dove non devi tenere lo stomaco in dentro

“Tu ce l’hai un posto dove ti senti ‘a casa’?” mi ha chiesto qualcuno qualche tempo fa. Devo aver risposto qualcosa come “no”, o forse gli ho parlato di un albero, o più probabilmente ho citato il piumone sotto il quale trovo pace.
Se mi avessero chiesto “tu ce l’hai una casa?” la risposta sarebbe stata assai più semplice. Ma avere una casa e sentirsi a casa sono due concetti ben diversi.
Lo so bene io che di appartamenti ne ho cambiati diversi senza mai riuscire a metterci radici dentro. E lo sa bene, secondo me, pure Daniele Silvestri che ha dedicato la prima traccia del suo ultimo disco (“Acrobati”) a questo tema. A differenza mia, lui si sente a casa in un sacco di posti (Lisbona, Marrakech, Camden Town, Parigi – tra la Bastiglia e il Bataclan -, Roma) che “casa” in realtà non sono.
Allora ho iniziato a pensare che anche io una casa ce l’ho, anche se non è propriamente una “casa”. E’ più una sensazione, diciamo. E per descriverla non esistono parole più esatte di quelle usate dal saggio Winnie the Pooh: “Casa è dove non devi tenere lo stomaco in dentro”.

P.S. Daniele Silvestri sarà in tour per tutta la primavera, la prima delle due date di Milano è già sold out, quindi FATE PRESTO (cit.)