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Per il fisco la cellulite non è una “malattia”

 

 Stavo già prenotando dieci sedute dall’estetista ed ero pronta – dopo anni – a organizzare vacanze al mare. Poi ho riletto per bene il testo della circolare n. 3 dell’agenzia delle Entrate (perché se c’è una cosa che ho imparato lavorando a Norme e Tributi e che le fregature si nascondono tra le righe) e ho rimesso nel cassetto il sogno di detrarre le spese per i trattamenti anticellulite. Da quest’anno il fisco permette di detrarre il 19% delle spese per mesoterapia e ozonoterapia, due degli innumerevoli trattamenti che promettono di eliminare gli inestetismi della cellulite. Epperò in una riga delle 26 pagine della circolare le Entrate precisano che “non sono detraibili le sostenute per prestazioni non necessarie per un recupero alla normalità sanitaria e funzionale della persona, ma tese semplicemente a rendere più gradevole l’aspetto personale”. In sostanza, mesoterapia e ozonoterapia sono sì detraibili, ma solo se i trattamenti vengono prescritti da un medico per risolvere una patologia. Ma – se è vero quanto sostiene con tono ansiogeno la voce della pubblicità di una nota crema – “la cellulite è una malattia”! Propongo dunque una raccolta firme perché il problema che colpisce il 90 per cento delle donne venga finalmente riconosciuto dal fisco. In fondo, si tratta di una malattia invalidante: niente spiaggia, niente costume da bagno, niente shorts, niente luci accese in camera da letto.  

  • rosa |

    Le allergiche come me?
    Sapete quanto spendo in fazzolettini?
    Perchè non posso detrarli?

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