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Buon compleanno Venezia

veneziaScopro dai social network che oggi Venezia compie 1595 anni. Lo rileggo per essere sicura di non sbagliare: 1595.
Sono stata a Venezia una sola volta, tre anni fa. Avevo qualche giorno di ferie da smaltire e nessun compagno di viaggio, così mi sono fatta accompagnare da una serie di libri e di canzoni che avevano contribuito a creare dentro di me l’immagine di Venezia. I libri li ho comprati tutti in versione Kindle per l’occasione e li ho riletti lì, esattamente sui luoghi descritti, mentre Spotify trasmetteva la playlist creata da me per l’occasione.
A Venezia ho scoperto che non posso vivere senza spritz, che le gondole sono asimmetriche, che Peggy Guggenheim si è fatta seppellire in giardino insieme ai suoi cani e che nessuno è mai veramente solo, anche quando viaggia da solo.

“Un giorno un uomo aveva appuntamento con una donna al caffè Florian, a Venezia, alle sette e mezzo di sera. Era l’inizio dell’estate, entrambi avevano un’età particolare, lui quaranta, lei trentacinque, in cui possono succedere molte cose nell’animo umano ma è meglio non succedano perché è tardi ed è inutile illudersi di tornare ragazzi. Tuttavia i due, forse senza saperlo, avevano molta voglia di tornare ragazzi e accettarono quel loro piccolo flirt appena incominciato come un gioco ma, sotto sotto, con una certa speranza” (Goffredo Parise, Sillabari)

“Il primo e unico itinerario che ti suggerisco ha un nome. Si intitola: A caso. Sottotitolo: senza meta. Venezia è piccola, puoi permetterti di perderti senza mai uscirne davvero.” (Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce)

“In quel tempo di mezzo inverno benché si recasse ogni pomeriggio di sole sulla terrazza del Caffè alle Zattere, vale a dire in un luogo per niente spiacevole e anzi rallegrato dalle scarse cose liete che si possono trovare in una città umida qual è Venezia durante la brutta stagione, Antonio aveva soprattutto voglia di morire”. (Giuseppe Berto, La cosa buffa)

“Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti che cercano in mezzo alla gente l’Europa o l’Oriente, che guardano alzarsi alla sera il fumo o la rabbia di Porto Marghera” (Francesco Guccini, Venezia)

“Venezia sta sull’acqua e muore piano piano, un uomo sotto il cappotto nasconde un coltello e un geranio. Galleggiano i nostri cuori come isole per la via: Venezia, luogo comune della malinconia” (Francesco De Gregori, Miracolo a Venezia)

“I motivi di un uomo non sono belli da verificare, il problema è concedersi un po’ del meglio e un po’ di più; lei venne alla finestra, io le dissi: “mi sa che il buio se ne va, così calmo e seduto pareva proprio stessi ancora là” (Ivano Fossati, J’adore Venise)

“E Marco Polo li fregò: doge, moglie, turchi, idee. Partì da Chioggia ed arrivò non più giù di Bari, non più giù di Bari. Poi disse ‘ho visto orienti magici’, ma almeno aveva avuto della fantasia; i veneziani che applaudivano: solo invidia e ipocrisia” (Roberto Vecchioni,  Canzone per Laura)

“O Venezia, ti vuoi maritare ma per marito ti daremo Ancona e per dote le chiavi di Roma e per anello le onde del mar” (Francesco De Gregori, O Venezia che sei la più bella)

 

  • Daniela L. |

    venezia è uno scrigno pieno di tesori da scoprire. credo che poche altre città possono offrire meraviglie simili da vedere o da sognare. con il FAI hai anche questa opportunità.

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