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“Era un galantuomo”

Pannella-sciopero-della-fameHo cercato di chiedere a Francesco De Gregori un ricordo di Marco Pannella, il suo “Signor Hood” con le pistole caricate a salve. “De Gregori non rilascia interviste sull’argomento”, rispondono dall’ufficio stampa dove però hanno già preparato una breve dichiarazione da girare a chi, come me, oggi va in cerca di una testimonianza, un ricordo. “Tanti anni fa – recita il virgolettato preparato dallo staff di De Gregori -, in occasione di uno dei suoi digiuni, lo chiamai e gli dissi che ero preoccupato per lui. Mi rispose con voce tonante ‘Non preoccuparti, occupatene!’. Questo è il ricordo che oggi, nel dolore per la sua scomparsa, mi resta di Marco Pannella. Una lezione di vita e di coerenza”.
Non avendo la faccia tosta di insistere né un numero sul quale cercare Francesco De Gregori direttamente, mi tuffo nel mare di internet e lascio che Google mi porti qualche regalo, come fanno le onde con le conchiglie. Mi arriva su YouTube un’intervista dei Radicali Italiani in cui il cantautore dice una cosa molto bella e molto condivisibile: “Probabilmente non voterei radicale e lui lo sa benissimo, ma Pannella è una delle persone che amo di più”. Poi una lunga serie di banalità sulla necessità che Pannella ricominci a mangiare e a bere, e bla bla bla. Trascino indietro la freccia e riascolto la prima parte dell’intervista. Francesco De Gregori tiene gli occhi bassi mentre fa la sua confessione: “io non lo voterei, ma gli voglio bene”. Mi sembra – di tutto quello che è stato scritto e di tutto quello che ho letto – la cosa più vera e onesta che si possa dire oggi. Perché molti non lo hanno votato, ma tanti gli hanno voluto bene per la follia di immaginare un Paese diverso e il coraggio di lottare per costruirlo.