Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Se dico “motel” pensate a un albergo a ore? Vi sbagliate

motel“Noi due e il nostro solito rifugio in quel motel, una stanza buia, per vivere questo nostro amore”. Così cantava Renato Zero. Dev’essere colpa sua se nell’immaginario collettivo il motel non è altro che un albergo a ore, un rifugio per amanti in cerca di privacy lontano dalla città. In verità i motel hanno un’altra funzione e un’altra storia. E la storia è bellissima ed è questa:
alla fine degli anni ’50, in viaggio negli Stati Uniti, Enrico Mattei vide un motel lungo la strada. In Italia c’erano i distributori di carburante e da poco, accanto a questi, erano stati aperti bar e ristoranti. Ma i viaggi degli italiani non erano così lunghi da prevedere una sosta notturna. O forse la sosta notturna non era prevista perché non c’era un posto in cui farla? Questo si chiese Mattei tornando dall’America. Questo era, in fondo, il suo grandissimo talento: intuire i bisogni degli italiani prima ancora che loro stessi li avvertissero.
Il primo motel in Italia fu aperto a Metanopoli. Nel giro di cinque anni sparsi per lo stivale ce n’erano trenta.
Giorgio Galli, nel 1957, li descrisse come “le locande dei viandanti d’oggi”. Quell'”oggi” era l’oggi del boom economico, delle auto e della scoperta del turismo. “A questo nuovo movimento turistico – scriveva ancora Galli su Il Gatto Selvatico, la rivista aziendale Eni – non corrisponde tuttavia una attrezzatura alberghiera adeguata. Particolarmente scarso di attrezzature è il Meridione, verso il quale invece si sta indirizzando una notevole parte del turismo motorizzato. Questa è la ragione per cui è diventata molto opportuna anche in Italia la diffusione di motel soprattutto se dislocati nelle zone poco conosciute e molto suggestive. I piccoli edifici, generalmente lontani dai centri abitati, devono permettere infatti alle macchine e ai viaggiatori una sosta altrimenti impossibile. Senza raggiungere la diffusione e le proporzioni dei villaggi per automobilisti americani, anche i nostri motel possono assolvere una importantissima funzione, rendendo veramente accessibili località che finora sono rimaste pressoché escluse dai più noti itinerari”.
L’economista Geminello Alvi, nel 2010, ha scritto che “Parlare di motel dell’Agip, è, in conclusione, maniera forse la più diretta per capire quei primi Anni Sessanta, che furono di gran lunga migliori e più importanti, del ‘68 per esempio”.

C’è – nella storia dei motel – tutto il fermento di quell’epoca: se chiudo gli occhi riesco a immaginarmi i miei nonni a bordo di una 500 – mia nonna alla guida perché mio nonno non aveva la patente -, felici ed elettrizzati da tutto quel futuro che li stava letteralmente travolgendo.