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Ogni maledetta domenica (ma anche qualche sabato)

Oggi è un giorno bello perché ricomincia il campionato di serie A e il nostro tempo riprende a scorrere a un ritmo più ordinato. Nell’incertezza totale delle nostre vite un punto fermo almeno c’è: domenica gioca l’Inter. E’ una cosa di grande aiuto per chi sta in balia dei giorni. A me questa cosa di avere una partita da guardare ha aiutato moltissimo, in un certo momento in cui il disordine regnava sovrano. Mangiavo a orari assurdi, dormivo poco e male, non sapevo bene che giorno fosse, erano tutti uguali. Tutti tranne uno, quello in cui giocava l’Inter.
L’appuntamento settimanale scandisce il tempo, spezza la monotonia delle settimane tutte uguali, allevia la lunghezza dell’inverno, annuncia la primavera quando – tra una partita in casa e un’altra – ti accorgi che non serve più il cappotto.
Il calcio ti aiuta a “tenere il segno”, come si fa col dito per non perdersi tra le righe leggendo. E l’inizio del campionato è come un libro nuovo, tutto da leggere. Oggi è il giorno in cui esci dalla libreria con quel libro in mano e non vedi l’ora di iniziare la lettura.

“A me preoccupava la prospettiva di morire così, a metà stagione, ma è chiaro che con tutta probabilità morirò in un qualche momento tra agosto e maggio. Abbiamo la speranza ingenua di andarcene senza lasciare niente di inconcluso: avremo fatto pace con i nostri figli, li lasceremo felici e realizzati, e avremo realizzato più o meno tutto quello che volevamo nella vita. Chiaramente sono tutte sciocchezze, e i tifosi del calcio che meditano sulla mortalità sanno che sono tutte sciocchezze. Ci saranno mille cose inconcluse. Magari moriremo la notte prima che la nostra squadra scenda in campo a Wembley, o il giorno dopo una partita di andata in Coppa dei Campioni, o nel bel mezzo di una lotta per la promozione o di una battaglia per evitare la retrocessione, ed è assai probabile, secondo tante teorie sulla vita nell’aldilà, che non riusciremo neppure a conoscerne l’esito. La questione fondamentale sulla morte, metaforicamente parlando, è che è destinata ad arrivare prima che siano stati assegnati i trofei più importanti.”.
(Nick Hornby – Febbre a 90°)