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Un anno di #coppiette

coQuesta rubrica è di una demenzialità oscena”

“Una che tiene una rubrica del genere è solo un costo per il giornale e dovrebbe essere subito tagliato”

 “Ma basta! fatti curare il cervello!”

 “ma per fare una rubrica così del cazzo, da chi sei stata raccomandata?”

 “quante cagate! vai a pelare le rape”

 “Fatti curare la testa”

 “quante cacate, ma qualcosa di più economico non si potrebbe leggere?”

“fatti curare da uno specialista di disordine mentale”

 “Basta con questa puttanata!!!!”

 “Scusa, quando smette questa cosa demenziale?”

Questi sono alcuni dei commenti che in questi 366 giorni del 2016 ho ricevuto alle #coppiette. Non ho mai risposto a nessuno di loro, per vergogna e imbarazzo. Ma all’ultimo rispondo qui: la “cosa demenziale” finisce oggi, ultimo giorno dell’anno.

Nella mia vita ho portato a termine ben poche cose, se escludiamo gli studi. E quando, il 1° gennaio 2016, ho iniziato a pubblicare le #coppiette ho pensato che sarebbe stato bello stabilire una fine, deciderla da subito. Per avere un obiettivo, perché questa non fosse l’ennesima cosa lasciata a metà come i libri nei cassetti, il corso di cucina, la dieta, la serie tv The Affair, il volontariato, quel romanzo che prende polvere sul comodino o il tentativo di ricominciare a lavorare a maglia.

Così avevo deciso: inizio il 1° gennaio e finisco il 31 dicembre. Una coppietta al giorno, per 366 giorni di questo anno bisestile.

Ci sono stati giorni in cui ho creduto che non ce l’avrei fatta e periodi in cui ho ricevuto tantissimi contributi da tutti quelli che si sono appassionati a questo giochino letterario. Ho conosciuto persone e libri nuovi. Ho sbirciato dentro le case di amici e sconosciuti attraverso le foto delle loro librerie. Ho imparato che ognuno di noi ha una sensibilità diversa. E ho capito che non esiste la #coppietta perfetta (in tutti i sensi).

Avevo pensato di ringraziare tutti gli amici, i colleghi e gli sconosciuti che mi hanno mandato foto delle loro #coppiette, ma poi ho deciso di ringraziare tutti quelli che mi hanno inviato i commenti che avete letto qui sopra: è grazie a loro se a marzo, quando la scorta di coppiette iniziava a scarseggiare e io non volevo dare agli “haters” la soddisfazione di veder morire questa rubrica, ho passato un intero giorno alla Feltrinelli di corso Buenos Aires per fotografare libri e ho scoperto i capolavori di Jon Kalman Stefansson. Ed è grazie a loro se a luglio, in preda al panico da vacanze, ho chiesto aiuto su Twitter ricevendo decine di foto da sconosciuti che poi sono diventati amici. Ed è sempre grazie a loro se a novembre ho scritto un accorato appello su Facebook al quale hanno risposto alcuni miei vecchi conoscenti che non sentivo da anni.

Ma devo ringraziare anche qualcun altro: quelli che mi hanno mandato #coppiette che non saranno pubblicate, perché – come stabilito all’inizio – questa rubrica si chiude qui. In altre parole, mi sono divertita moltissimo, e spero anche voi.

 

  • Lorenzo Sirtori |

    Desideravo complimentarmi con lei. Soprattutto per il fatto di non aver dato soddisfazione nella risposta a persone che non hanno compreso il senso di questo spazio. Aldilà che possa piacere o meno, l’importante è comunque dare possibilità a tutti di dare un proprio contributo.

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