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Com’è strano incontrare in un libro il personaggio di un altro libro che hai amato

Com’è strano incontrarti di sera in mezzo alla gente, salutarci come due vecchi amici: ‘Ehi ciao, come stai?'”

Com’è che a un certo punto, semplicemente, si diventa estranei? Succede con le persone della nostra vita, figuriamoci se non può succedere anche con i personaggi dei libri che abbiamo amato.
“In mezzo alla gente” dell’ultimo romanzo di Enrico Brizzi a un certo punto compare Alex D. Lo fa senza avvisare, come quando giri l’angolo e sbatti contro a un tuo ex. “Ehi ciao, come stai?” ti viene da dirgli ma nella voce non c’è più amore, non c’è più rancore, non c’è più tenerezza. Alex D. è un perfetto estraneo, anche se è stato il ragazzo dell’archivio magnetico, il “Girardengo d’altri tempi, appena appena più basso e rock”, il “De Niro di Taxi Driver: un eroe inutile”.

A un certo punto, nel libro “Tu che sei di me la miglior parte”, dentro un garage compare alla porta “l’ex bassista Alex con addosso una maglietta dei Clash”. Potrebbe essere un Alex qualsiasi se non fosse che siamo a Bologna, sono gli anni ’90, il liceo è il Caimani e lui “pativa il mal d’amore per una certa Adelaide”.

Niente di più. Alex D. compare e scompare, il tempo di un “Ehi ciao, come stai?”, il tempo di rendersi conto che – per fortuna o purtroppo – perfino i grandi amori alla fine diventano soltanto una comparsa.

“Un giorno di notte mi hai detto ‘non ti lascerò mai'”, “un giorno di notte t’ho detto ‘non ti lascerò mai'”, e invece.

Invece perfino Alex D., il protagonista del libro che ho amato così tanto da averlo ricopiato a mano integralmente su un quaderno, diventa niente di più di personaggio minore che fa la sua comparsa in un garage mentre sei già dentro un altro libro.

Se anche voi avete amato quel ragazzo in bicicletta, non perdetevi il nuovo libro di Brizzi.