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Foto di Melissa De Bernardi

Altro che occhi: è la voce lo specchio dell’anima. Parola della vocal coach Danila Satragno

Parlare al telefono con una che di mestiere fa la vocal coach è un incubo: inizi a dirti “adesso penserà che ho un brutto timbro”, “ora inorridirà per la mia risata”. Dopo un po’, però, te ne dimentichi, ti fai prendere dai suoi racconti su Jovanotti, Ornella Vanoni, Giuliano Sangiorgi, Ghali e tutti gli altri grandi artisti che ha seguito, e ti auto-inviti nella sua scuola di Milano nella speranza che insegni anche a te a “usare al meglio quest’arma che abbiamo”, la voce.

“E’ la voce lo specchio dell’anima” racconta sfatando il mito degli occhi. E in effetti, in una società in cui tutto (o quasi) si fa da remoto, la voce diventa più importante della presenza fisica. “La maggior parte delle nostre conversazioni oggi si svolge al telefono. Dai manager che sono costantemente in conference agli operatori di call center, tutti lavoriamo con la voce”. Ma non c’è solo il lavoro: “Imparare a modulare i toni aiuta anche nell’educazione dei figli e persino nel rapporto con i cani”. E’ qui che mi ha convinta, è qui che ho deciso di andare nella scuola di “vocal care” insieme a Carlos, chissà che non riesca finalmente a insegnargli a ubbidire. Molti politici, in fondo, sono riusciti a farsi votare proprio dopo aver lavorato sulla propria voce e su come usarla per comunicare.

“Non si tratta di modificare la propria voce – spiega Danila – ma di imparare a usarla. Il timbro è come il colore degli occhi, non si può modificare, ma si può lavorare sulla forza espressiva, sul ‘colore’, persino sull’intonazione”. Scopro così che gli stonati cronici sono solo il 3% della popolazione mondiale e che tutti possono diventare intonati (persino io), “basta mettere in collegamento orecchio e voce, allenandosi”. Detta così mi sembra quasi come quando il personal trainer mi promette di farmi entrare in una taglia 40 dicendo che “basta allenarsi”, ma vabbè. Io mi accontento di una 42 e di cantare sotto la doccia, quindi è tutto ok.

Per i cantanti professionisti Danila è diventata un punto di riferimento: “Negli ultimi anni è molto cresciuta l’attenzione degli artisti – racconta -, mi chiedono aiuto per costruire delle vocalità personali, che rendano unico ogni cantante, che siano riconoscibili a occhi chiusi”. Anche se la tv e il web (in particolare YouTube) hanno cambiato il modo di fruire della musica, l’ascolto resta fondamentale. “Di chi è questa canzone?” è la domanda più frequente che ci facciamo in macchina ascoltando la radio. “Paradossalmente – spiega Danila – per un cantante un difetto può diventare un punto di forza, perché lo rende unico, riconoscibile. Penso a Eros Ramazzotti, a Giusy Ferreri, a Noemi”.

“Avere” una voce però non basta, bisogna anche studiarne i segreti per la manutenzione. Vale per gli artisti, impegnati in tour sempre più lunghi (per compensare la perdita di guadagni dovuta al fatto che si comprano sempre meno dischi), e vale anche per le persone “normali”. Danila Satragno ha deciso di svelarli in un libro dal titolo “Tu sei la tua voce”, edito da Sperling & Kupfer, scritto assieme al mental coach Roberto Re.