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Dimmi come riordini i libri e ti dirò chi sei

“In ordine alfabetico o per casa editrice?”, chiedevo qualche giorno fa su Instagram, riferendomi alla mia nuova libreria.
Sta lì, lungo la parete del corridoio, perfettamente incastrata tra il bagno e la camera da letto. Gira attorno al termosifone, si intravede fin dalla porta d’ingresso. E’ vuota. Bellissima: una promessa di storie in cui perdersi, di viaggi magici, di vite da vivere.
Presto, però, non sarà più vuota: sta per arrivare il momento di apertura degli scatoloni. Salteranno fuori i miei libri, quelli sopravvissuti alla dolorosa operazione di “decluttering”.

Come ordinarli sugli scaffali, dunque? In ordine alfabetico o per casa editrice? A sorpresa, su Instagram ho ricevuto decine di messaggi con soluzioni alternative. Per colore, per argomento, per dimensione, per data di acquisto.

Forse – ho pensato – il modo in cui disponiamo i libri racconta chi siamo.
O meglio: il modo in cui vorremmo disporre i libri racconta chi vorremmo essere, e il modo in cui li disponiamo racconta chi siamo.

(Prossimamente, la foto della mia disordinatissima libreria. In alto, invece, la libreria che vorrei)