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Quello che ho imparato al Global Climate Strike di Londra

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Il paradosso è che il fatto che sia una calda e assolata giornata di fine settembre non è una buona notizia. Preferirebbero sfilare sotto gli ombrelli, ma forse se piovesse non ci sarebbe bisogno di sfilare. Invece sono tutti in strada in questo limpido venerdì, e sono tutti in strada proprio perché questo venerdì è così limpido.

“There is no planet B”, “Strike for future” “March now o swim later”, si legge sui cartelloni di bambini e adulti che oggi hanno scelto di scioperare (niente scuola né lavoro) davanti a Westminster (sede del Parlamento) perché qui l’emergenza climatica fa più paura: la Gran Bretagna è un’isola, e lo scioglimento dei ghiacciai con il conseguente innalzamento del livello del mare minaccia le coste del Paese.

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Che fare, quindi? Scioperare, certo. Ma non solo. In questi giorni a Londra mi è sembrato di vedere anche qualche comportamento virtuoso, segno che che inglesi nel loro piccolo stanno facendo qualcosa contro il cambiamento climatico. Ecco, quindi, un piccolo decalogo delle buone abitudini in cui mi sono imbattuta (e che potremmo attuare anche in Italia).

1) A Londra nessuno compra più bottigliette d’acqua. Vanno tutti in giro con le borracce ricaricabili (le stesse che il sindaco di Milano Beppe Sala ha regalato ai bambini delle scuole elementari, segno che qualcosa si muove anche da noi).

2) Per combattere l’inquinamento, a Londra tutti usano la metropolitana (ma c’è anche una buona fetta di persone che scelgono la bici o che addirittura vanno a piedi: molti cartelloni che si sono visti durante lo sciopero invitavano i cittadini a usare di più i propri piedi).

3) Se devono andare a un evento, i londinesi non stampano più l’invito ma si presentano all’ingresso con il cellulare in mano. In questi giorni io sono stata l’unica con il foglio di carta A4 al corso che ho frequentato. Volevo sotterrarmi dalla vergogna.

4) Nessuno compra più biglietti cartacei per i mezzi pubblici: tutti usano la tessera ricaricabile. Visto quante persone utilizzano la metropolitana di Londra (3,2 milioni al giorno secondo Wikipedia), credo sia un risparmio di carta notevole.

5) I supermercati in città vendono quasi esclusivamente frutta e verdura sfuse: hanno praticamente abolito le confezioni di plastica per questi generi alimentari.

6) Nei locali sono maniacalmente attenti alla raccolta differenziata.

7) Molte caffetterie offrono sconti a chi si presenta con la propria tazza e non utilizza quelle usa e getta.

8) Negli hotel hanno abolito le boccette monodose per shampoo e doccia schiuma, preferendo grandi contenitori (ricaricabili anche questi) con il dosatore.

9) I sacchetti nei negozi te li fanno pagare cari, sia quelli di carta sia quelli di plastica, in modo da disincentivarne l’uso.

10) Ci sono ovunque pubblicità che richiamano il tema della sostenibilità, dai marchi di moda a quelli di tecnologia. Il messaggio è che “green is cool”, e ai giovani piace tantissimo essere cool.

Insomma, gli inglesi stanno facendo la loro parte, e adesso chiedono ai politici di fare lo stesso.

 

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